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“VIRGILIO VA IN MONTAGNA” di Katia Massara – Carocci Editore

«Che cosa facevamo per lottare contro il fascismo? Per prima cosa studiavamo. Leggevamo di tutto: da Croce a Labriola, da Lenin a Marx, perfino Silone, anche se c’era proibito. Ci sentivamo investiti di una missione solo per il fatto di consegnare un libro a qualcuno, per portare un messaggio o un appuntamento. E si viveva uniti da un’unica speranza: la caduta del regime.» 

In Italia fu grande il contributo alla Resistenza, anche in termini simbolici, degli studenti e dei professori dei licei classici. La figura dell’intellettuale resistente ha le sue radici nell’anagrafe di questi istituti, dal momento che il fascismo trovò spesso i suoi critici più severi proprio in quella scuola di élite concepita per allevare i futuri quadri del regime. Dopo l’8 settembre, per molti di loro rifugiarsi in montagna o entrare nei Gruppi di azione patriottica (GAP) delle città occupate fu il naturale proseguimento di un percorso cominciato nelle aule scolastiche. Attraverso la ricostruzione di storie note e meno note che si intrecciano fra loro, il libro evidenzia il legame forte e sistematico tra lo studio dei classici e della filosofia e l’adesione alla Resistenza.

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